VOGLIO L'AMORE pt.2

Sto scrivendo dal finestrone vista mare. Che benedizione poter addirittura essere ispirati da una vista che molte persone fisserebbero per tutto il giorno se ne avessero l'occasione, e li capisco…
E che fortuna avere il computer a disposizione proprio in questi momenti, attimi in cui la fantasia e le parole scorrono così veloci che senza elettronica sarebbe impossibile star loro dietro.
Pochi giorni fa il computer era dall'altra parte del mondo, ma quello è un altro foglio, è un altro capitolo nel quale spero di fare un'ode alla bellezza, che vorrei fosse perfetta come lo era il nome del titolo originale, il quale rimarrà nascosto nella mia memoria e non è detto se anche in quella di altre persone. Forse però l'ho scritto nel testo e se così fosse penso a questo punto di cancellarlo, non posso espormi così tanto; che bello quando SAI AVERE POLSO… peccato sia spesso ad oggi solo per queste cazzate alla quali realisticamente nessuno, oltre a te, da peso. Ultimamente forse ti stai accorgendo che anche altre situazioni le riesci a tenere sotto controllo, non è il solito "che coglioni" o "che coglione" che ti hanno spesso accompagnato. Anche se coglione rimani ed è corretto ricordartelo ogni tanto.
Questo è uno scritto complicato per me, lo riempio di aspettative perchè le parole/blocchi di parole che devo inserire in maiuscolo sono pochi e molto potenti. Come sempre non arriva prima la parola intorno alla quale inventare un'argomentazione, arriva prima il testo nel quale si inseriscono da sole le parole per quali basta solamente inserire il maiuscoletto.
La natura contiene al suo interno tutte le meraviglie di cui l'uomo avrebbe bisogno ma, alla fine, si punta sempre alla solita NIMPHA che dal mare ti accarezza e ti racconta la sua storia, da intrecciare con la tua come quei cesti di vimini che nel sud italia contengono tutte le speranze di artigiani che sanno di passato e che cercheranno di illuminare anche il futuro, con sempre più fatica ma altrettanto maggiore coraggio. Quando vieni cullato da ciò che in quel momento ti serve non c'è nulla d'altro che vorresti, ti basterebbe il suono della voce sua che sfiora dolcemente la corazza di lino che ti sei fatto creare per l'estate, per quella calda stagione che da alla nascita molto e fa morire ancora di più. PENSAVO A UNA BALLERINA, perchè si pensa sempre a ballare quando si avvicina il caldo, le notti si allungano, i vestiti più corti e leggeri svolazzano al vento della gioia e della musica che porta con sé note da imparare ad amare e altre che già si amano alla follia; sensazioni che si vorrebbero provare per sempre e altre che avremmo preferito non provare mai. Balli che possono essere di ogni tipo, dal balletto di TikTok che una volta nella vita devi tentare di fare, al ballo di danza che invece vorresti padroneggiare con molta più naturalezza ed eleganza.
DONNA VEDI, non so come dirti tutto quello che vorrei. Sempre con la solita scusa del "tanto non c'è nulla da perdere", quando da perdere c'è il nulla che potrebbe essere il poi senza di te. Ragazza vedi, tu che sei già donna, ma prendi il ruolo con una leggerezza e una leggiadria tale da rappresentare davvero una divinità per sempre giovane, che vola sulle ali di un'abbronzatura di esperienze perenne, di una scottatura per la costante necessità di splendere, dalle situazioni più semplici a quelle in cui nel cielo stellato rischieresti di essere una di tante, ma invece rimani UNA e al tuo fianco le altre tante. Provi anche a volte a confonderti in una folla di persone a te simili, ma chi conosce riconosce con estrema facilità, "MILAGRO!" direbbero i meno esperti, "È UNA DONNA CHE AMO!" urlerei io.
C'è sempre una immagine vivida nella mente quando una persona cerca di scrivere qualcosa di decente, ci deve ogni volta essere una persona che possa aiutare le mani a scivolare sulla tastiera schiacciando le lettere giuste per dare significato a quello che piano piano appare sullo schermo e, soprattutto, dare un senso a quella persona che si sta usando come musa ispiratrice. Sempre diversa ma fondamentalmente sempre la stessa, nomi diversi, sembianze diverse, età diverse, origini diverse, tonalità diverse, lingue differenti, personalità differenti, accenti differenti, necessità differenti, lavori differenti, sogni differenti, studi differenti, passioni differenti, famiglie diverse, festività diverse, distanze diverse; stesso cuore, il tuo, che esperienza dopo esperienza è sempre più pieno ma più sofferente, più arricchito ma con meno spazio, più accogliente ma più riservato, più voglioso ma necessitante di bello.
Si parla sempre del male fisico che si sente a rivivere vecchi ricordi, vecchie foto, vecchi quadri, vecchie lettere. E ci si chiede "SE NON PROVO DOLORE?" cosa significa? È una risposta che necessiterebbe una forte dose di psicologia, ma se si vuole risponde in maniera più ingenua, più terra terra, si potrebbe tranquillamente dire che nel momento in cui ci si accorge che non si prova più dolore di fronte a quel ricordo, a quella foto, a quel quadro, a quella lettera, è perchè lo si prova per avvenimenti più recenti che ai tempi non esistevano e per i quali ancora non si poteva provare dolore; significa che il dolore di quel passato remoto è stato sostituito da un dolore di un passato più recente e di un presente che si sta provando a gestire nella migliore maniera possibile.
"Che visione negativa" della vita potrebbe dire qualcuno, mentre "quanto realismo" potrebbero affermare altri, la verità sta come sempre nel mezzo: é un realismo negativo che spesso accompagna, ma che può sempre lasciare tranquillamente il passo ad una felicità e una soddisfazione dilagante, figlia di una vita che rimane da vivere perchè può sempre diventare magnifica più di quanto comunque già lo sia.
Questa lettera di AMORE che di AMORE potrebbe sembrare avere ben poco vorrei che si concludesse, non ho le parole per continuarla e men che meno per renderla più AMORE-centrica per tutti. Quindi, per concludere la bellezza dell'opera, non mi riferisco al mio scritto, ma all'album dell'artista da cui è tratto questo scritto, vorrei destinare le ultime righe a quella che è la dichiarazione di AMORE più potente che i testi contengono e cioè la fine di tutto, insieme:
"MUORI CON ME?"
"MORIRÒ CON TE"