OLYMPIA

27.12.2019

Era da mesi che la desideravo, ma sinceramente non me la sarei mai aspettata come regalo di Natale, nonostante dentro di me, inconsciamente, era una di quelle cose che più desideravo in questo periodo.
Oltre all'oggetto in sé, mia mamma, mi ha anche scritto un bigliettino, l'ennesima volta che mi lascia qualcosa di scritto. A me dispiace molto non esserci mai riuscito con lei, ma non sono una persona che con coloro che mi son sempre stati vicini riesce a esprimere perfettamente ciò che sente e/o prova per loro. In questo suo biglietto da visita c'è il messaggio di una persona che ha scritto tanto su quella macchina, che le ha lasciato dentro un sacco di messaggi per molta gente, l'ha accompagnata in tutti i traumi e le non molte gioie di determinati periodi, credo sia stata la sua migliore amica, come lo è per me il computer e più in generale la scrittura, l'unica che sa sempre tutto, come potrebbe diventare questa Olympia arancione.
Non vedo l'ora di scrivere qualcosa a computer, per poterlo correggere fino ad avere di fronte a me il prodotto finito da poter trascrivere su di lei, una tedesca di decenni fa, ancora perfettamente funzionante, pronta ad accogliere anche i miei sbatti e ciò che vorrò raccontare ad altri. Per sua fortuna non vedrà tutto quello che scriverò per altra gente, ma quello che merita ho paura lo vedrà molto molto bene.
Se fosse una persona potrebbe tranquillamente avere quei tratti, piccola e compatta, partiamo dal puro aspetto fisico, ciò che vedono tutti appena la si ha davanti per la prima volta. Per gli anni in cui è nata era una novità, finalmente una macchina che si poteva portare in giro, potevi scrivere i tuoi capolavori in qualsiasi momento e posto, anche per me è tutto stato una cazzo di novità che mi ha mandato in sballo: ti vorrei portare in qualsiasi posto in qualsiasi momento.
Come ho già scritto, è di origine tedesca, tipiche ragazze bionde, magari con qualche pendente più scuro, tendente al marrone, come quella ragazza che decide di tenere il colore dei capelli che più le si addice. È vero, non è il suo colore naturale, ma non ce ne frega un cazzo, anche la macchina è stata costruita in Jugoslavia ma è di origine tedesca, ci sta che non sia totalmente bionda come macchina da scrivere, ci sta che ci sia qualche influenza dall'estero, non è pura, nonostante sarebbe la perfezione fatta ad Olympia.
Gli occhi sono perfetti per le dita che li devono schiacciare, così facendo può registrarsi su carta tutto il bello che esce dall'incontro con loro. È vero, non sono marroni, ma quando la luce li punta e non li lascia andare diventano l'unica cosa che ti serve in quel momento, ti riempiono di colore nonostante il loro buio superficiale, nonostante fosse da anni ed anni che non avevano l'opportunità di brillare come dovrebbero.
I lunghi listelli che battono contro la striscia di inchiostro per incidere l'arte possono essere quelle lunghe ciglia che aiutano gli occhi sottostanti a dare sempre il loro meglio, non si stancano mai di muoversi, anche se a volte si bloccano per ammirare la riga che hai appena scritto, allora devi andare tu con le dita a smuoverle e far capir loro che non possono permettersi errori, ne va della meraviglia dell'opera, della completezza.*
C'è poi un sottile ferretto dietro a tutto che serve per sostenere il foglio, per fare in modo che lo spettacolo non cada dietro di sé, ma sia sempre presente di fronte a colui che ne sta traendo godimento, a colui che nel momento sente di star vivendo di quello. Come quando scendo su di te e il tuo naso mantiene in ordine tutto il componimento, la quiete prima della tempesta.
La tempesta... cosa cazzo posso comparare con una tempesta nella macchina da scrivere?
Una delle cose che più mi piace è quando sono nel letto prima di dormire e fuori diluvia, si sente la pioggia battere fortissimo contro tutto, ma sei al sicuro sotto al piumino, nessuno può farti del male, non vedi l'ora di chiudere gli occhi e pensare, di fare ciò che più ti piace, ripensare a tutto quello che hai fatto nella giornata, cosa ti aspetta nelle 24 ore successive, fino alla seguente notte che è sempre pronta ad accoglierti; per oggi punto e a capo. Punto o virgola o altri segni o anche nessun segno, ma sei arrivato a fine larghezza, si sono messi in funzione i blocchi, allora ecco che la tempesta notturna la ascolti in tutto il suo splendore, alzi la mano dalla tastiera, spingi il lato sinistro verso destra e mandi a capo con l'apposita leva, cazzo che goduria, quel rumore è mille volte più eccitante della pioggia che cade. A capo.
Come quando sfiori le sue narici, la sporgenza di un punto, fora il foglio perchè spinge troppo su di esso, a capo verso le labbra, chiuse a farti pensare alle solite cose, sfiori anche loro e capisci che in realtà ci sarebbero un sacco di cose da dire, tempeste su tempeste, fino a che l'arcobaleno del suo sorriso appare tra le nuvole e fa scomparire tutto quello che c'è stato prima. Quando clicchi per l'ultima volta sulla barra spaziatrice, l'ultimo tocco prima di tirare fuori la lingua dagli appositi rotoli, l'ultimo soffio di vento che spazza tutte le tue paure legate al componimento, ti conferma che quello è il finale perfetto, l'unico possibile.
Poi scendi ancora e vedi un tasto particolare, non c'è su nessun computer moderno, non riesci a capire che cosa sia, lo schiacci ma non succede nulla, sei un po' preoccupato perchè in questi casi non si sa mai cosa fare: schiacciarlo più forte, più in profondità, provare con altre soluzioni... hai paura di rompere tutto, così ti trovi in quella situazione nella quale non sai davvero che cazzo fare, da solo, a stringere le tue convinzioni, loro che ti accompagnano da anni ormai, ti conoscono meglio di te stesso, hanno addosso tutte le tue lacrime, i tuoi sorrisi, l'odore di poche altre persone, ma di molti altri letti in giro per il mondo, dei vari hotel, delle navi, dei camper, della roulotte, delle migliaia di esperienze di tutti i tipi che la vita ti ha regalato fino ad ora.
Anche lei presto diventerà complice di ciò che uscirà da te. A presto, Olympia.


*Per chi non lo sapesse può succedere che a volte i listelli che servono per lasciare i segni nell'inchiostro e quindi nel foglio, si incastrino nella fessura dove imprimono, quindi devi andare con le mani a liberarli, succede solitamente perchè non si è abituati a scrivere con quei tasti, credo.

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