OCCHI DAL SAPORE DI...

Dicono che gli occhi sono lo specchio dell'anima... mamma mia, ci sono giorni che io non vorrei neanche lontanamente guardarmi allo specchio, figurati se la gente mi vedesse ogni volta che mi guarda negli occhi.
Eppure ci sono persone nelle quali, se anche non riesci a vedere nitidamente l'anima, staresti ore a fissare gli occhi. Così mi sono immaginato cosa sarebbe se questi fossero davvero il palco di un teatro, con le palpebre a fare da sipario e tutti gli altri organi fossero i vari palchetti di onore e le seggiole, quelle comode in velluto dei teatri che si rispettano.
Ora provate a chiudere un secondo il vostro sipario e immaginate di sedervi comodi comodi sul vostro naso o sulle vostre labbra, siete in un tetro con la giusta temperatura per essere in abito da sera e non soffrire né il caldo né il freddo, da dove siete posizionati si vede benissimo tutto il palco, avete fatto un'ottima scelta acquistando quei biglietti. Immaginate che tipo di opera potrebbero trasmettere i vostri occhi, i vostri sguardi, cosa potrebbe essere nascosto, non ben a fuoco, dietro la vostra iride o ancora meglio coperto dal nero della pupilla, che si allarga a piacimento quando c'è qualcosa di ancora più grande da non far vedere a chi non merita.
Adesso dopo aver fatto sto giochino potete di nuovo aprire gli occhi, se no non avreste modo di continuare a leggere ciò che ho scritto, un po' per voi e un po' per me.
Potrei dire cosa vedrei io se mi sedessi di fronte ai miei occhi, ma non ne ho per nulla voglia, non sarebbe neanche meritato al 100%; potrei provare a fare qualcosa in stile oroscopo, cercando di scrivere aspetti che molte persone potrebbero vedere se si guardassero negli occhi, ma sarebbe troppo banale e sbatti, ancora di più dopo averlo anticipato ora; potrei dire cosa vedrei negli occhi della persona che in questo momento vorrei davanti, ma sarebbe troppo, forse. Quindi che cazzo scrivo ora? Come cerco di farvi rimanere davanti a questo foglio senza scappare a gambe levate e per di più sbadigliando?
Potrei dire che in questo momento ci sono di fronte a me degli occhi grandi, che non sanno benissimo cosa fare, come comportarsi. Non sanno se ridere, se piangere, se bagnarsi di gioia o di dolore, se essere fieri o desiderare qualcosa di diverso. Potrei vedere delle fonti di luce incredibile, oppure dei buchi neri che assorbono tutto ciò che passa loro vicino senza raccoglierne nulla di buono, non facendone tesoro. Potrei vedere una stella appena nata, pronta per scoprire cosa il mondo le può offrire, oppure uno di quei corpi celesti che stanno piano piano, ma inesorabilmente, scomparendo, sentono di non avere più la forza, ma non sanno bene quando arriverà il loro momento, nel frattempo sopravvivono. Potrei vedere una parte di mondo accogliente e calorosa, oppure un corpo freddo che non vuole niente da nessuno, ma sotto sotto sa che non sta ricevendo neanche da sé stesso.
Potrei trovarmi di fronte a un sacco di opere diverse: commedie, drammi, quelle super sdolcinate, thriller, horror, tutte con qualcosa da raccontare e con un finale già scritto o ancora da scoprire.
Potrei trovare un passato tormentato, fatto di molte perdite e poche certezze, dove l'unica persona sulla quale si poteva contare era colei che porta il vostro nome e il vostro cognome.
Sto scrivendo perchè devo, non sto volendo ciò che sto scrivendo, mi guardo tramite lo schermo del mio computer e vedo che le mani viaggiano ad una buona velocità sulla tastiera, senza però scrivere nulla di accettabile o soddisfacente; vedo che spesso porto queste stesse mani agli occhi perchè, disperato, non so che cazzo scrivere per arrivare al risultato che desidero. Vedo che ogni tanto chiudo quegli occhi senza i quali non riuscirei a scrivere molto correttamente, ma quando il mio sipario si abbassa significa che non c'è molto da dire, ti ho già comunicato tutto, bello o brutto che sia, piacevole o spiacevole, vero o finto.
Vedo i miei occhi perdersi nel buio del salotto e nelle note della musica che rimbomba nuda in esso. Occhi che non riescono a trasmettere nessuna emozione, che merda.
Mi guardo a destra e vedo il mio sguardo che illumina quella parte di divano, dall'altra parte invece non c'è nulla che si possa dire essere alla luce, è l'oscurità che la fa da padrona, spaventa quasi, incontrastabile. Io sto nel mezzo: lontano dallo schermo sempre nero del telefono, ma vicino al sorriso del cuore, sa quale delle due metà sceglierò domani mattina, i panni di quale delle due indosserò, la maschera che tirerò fuori dall'armadio, sempre con una ferita in più rispetto a ieri ma un sorriso in meno rispetto a domani.
Quando vedo che chiudo gli occhi mi immagino di essere fuori dal mio corpo, diretto verso la finestra che fa entrare la luce dei lampioni, luce molto debole ma che mi basta per raggiungere la serratura, scassinarla ed essere libero, poter raggiungere l'unica meta che vorrei raggiungere in questo momento. Schivo un banco di pioggia che scappa da colui che le ordina di scendere e bagnare qualche povero incolpevole uscito coraggiosamente senza ombrello. Passo sopra delle strade super trafficate, ascolto le playlist della gente, le più varie, incontro l'unica macchina ancora in giro nelle strade deserte dei paesini, dove il ragazzo sta guidando verso la città per tentare la fortuna che ancora non è riuscito a trovare, gli si legge la speranza e la determinazione negli occhi vispi e concentrati alla ricerca della minima occasione. Vedo un signore che porta fuori il cane della figlia, lei è andata in vacanza con il ragazzo che le chiederà la mano, il padre lo sa perchè il fidanzato della sua "bimba" gli ha confessato tutto e lui si è opposto, si sente terribilmente in colpa, ha gli occhi pieni di rabbia verso se stesso, si perdonerà mai? Forse quando vedrà l'immensa felicità negli occhi della figlia. Vedo lo spegnimento di una piccola lampadina da comodino da parte della mamma, la quale ha appena baciato suo figlio con problemi, non sarà mai come tutti gli altri bambini che possono svolgere le attività che vogliono, domani dovranno svegliarsi di buon'ora per andare a fare il solito controllo all'ospedale, le scende l'usuale lacrima delle dieci di sera, è troppo abituata, la ributta giù come se nulla fosse. Vedo il mazzo di fiori, nel cestino, che è appena stato buttato da una persona rifiutata che può ritenersi però fortunata, perchè tutto questo servirà per trovarsi seriamente, finalmente, anche se gli occhi confessano una tristezza incredibile, senza fine, se non fosse che tutto ha una fine e l'inizio può essere mille volte meglio. C'è un ragazzo che scrive un messaggio sulla strada, sotto casa della sua fidanzata, lei lo ha scoperto e lo sta spiando di nascosto dalla finestra, lo ama alla follia, domani faranno l'amore, sarà il più bello della loro relazione fino ad ora, ha gli occhi che sono due stelle polari, non dormirà per la felicità. C'è un ragazzo che ha appena lasciato gli amici ai quali ha raccontato l'accaduto, non sa cosa fare, non sono stati così d'aiuto, gli occhi sono pieni di dubbi e di ripensamenti, ha troppa paura di fare la scelta sbagliata. Incontro finalmente le finestre che mi interessano, ma sono troppo difficili da scardinare, anche per un esperto come me... aspetto fuori, fischio insieme agli uccelli notturni che cantano la ninna nanna a quelli che canteranno loro la ninna nanna durante il giorno; io a mia volta fischio una serenata che sa di buonanotte, aspettando la mattina per dare il buongiorno, appena si apriranno anche i miei occhi... lo sarà?