Mi affido a parole nuove

Oggi ho dato seguito ad un pensiero che era giorni che provava a trasformarsi in azione. Oggi ho avuto del tempo libero, ero a casa da solo, e sono riuscito a riaprire quel cassetto, che avevo già rivisitato dopo la conclusione, come se nuovamente mi dicesse "guarda che è possibile, non smettere di crederci, combatti".
È una foto trasformata a puzzle (se leggerà questo, saprà benissimo di cosa parlo), accompagnata da qualche scritto che mi era stato recapitato dalle mani della stessa persona che riempiva di amore, insieme a me, quei piccoli pezzettini di cartone lucenti che ancora splendono sotto la luce delle lampadine della sala quando lo riporto alla vita. Posso negare di essermi un minimo emozionato? No, non devo farlo perchè è stato importante e tornare indietro nel tempo ha sempre avuto un effetto potente su di me. Ma questa volta è stata diversa, perchè mi sono un po' commosso anche dopo aver ragionato su una cosa, una cosa che ci ha e mi ha stravolto la vita negli ultimi anni. Evidentemente sappiamo tutti di cosa sto parlando e non voglio neanche nominarlo perchè vorrei che avesse chiuso con tutti noi. Purtroppo però devo parlarne perchè dietro al quadro c'era scritta l'ultima data nella quale avevo riaperto il cassetto di lacrime… inizialmente non avevo dato peso alla data e ho aggiunto quella di oggi: 19 gennaio 2024, perchè rimanga scolpita nella memoria anche questa ennesima visita. Solo successivamente, mentre stavo per riporre tutto nello spazio del tempo mi sono reso conto che forse ho fatto apposta ad aspettare di ritirarlo fuori, forse ti ho voluta proteggere tutto questo tempo, ho censurato tutta la merda che stava succedendo perchè tu non ne fossi mai coinvolta… non so perchè, ma mi è piaciuto questo atto di amore. So che sembra da narcisisti al massimo scrivere qualcosa del genere su una mia azione, fatta per di più chiaramente in maniera casuale, con nessuna premeditazione sotto purtroppo. Ti avrei sempre voluta proteggere… ma non vado avanti perché se no torno a scrivere un'opera intera su di te e non mi sembra il caso.
Potrei quindi provare a dar voce ad un altro ricordo che mi appartiene, ma che mi è stato narrato da un caro amico. Anche questo racconto l'ho sempre protetto dalla luce del sole che rovina qualunque cosa stia per molto tempo a contatto con lei: rovina i colori, i tessuti, le protezioni, le pellicole, la pelle. L'ho sempre tenuto nel segreto delle sue a me memorie, perchè me lo aveva consegnato come racconto di confessione, non come atto da consegnare a mia volta al resto del mondo. Però pensandoci, non mi ha neanche mai detto esplicitamente di non condividerlo, anzi, testuali parole: "fanne ciò che vuoi, adesso è anche tuo". Sembra che stia parlando di una persona che ora non c'è più, no! è vivo e vegeto per fortuna, solamente non appartiene più alla mia vita come invece un tempo lo era, non sono più molti i momenti che riusciamo a condividere insieme. Non saprei se dire per fortuna o per sfortuna, non è nessuna delle due, è solamente la vita che spesso porta in direzioni diverse ma tiene sempre vivi i racconti e i momenti che dal passato riescono spesso a rendere anche più sereno e sorridente il presente. Se questa persone leggerà tutto ciò, capirà sicuramente di essere presa in causa e sono certo: ne sarà solo che felice.
Una volta eravamo in vacanza insieme, ed era uno di quei momenti dove partono delle confessioni che hanno la sola volontà, in quell'esatto momento, di venire fuori per riprendere la libertà che da tanto aspettavano e desideravano.
Era tutto partito da una domanda che ci era stata posta da alcune ragazze conosciute una sera, alla quale ero sicuro che lui non avesse risposto onestamente. Così, la sera dopo, abbastanza curioso e sfacciato da domandargli quale fosse la vera risposta, gli chiesi nuovamente: "qual è stato il tuo maggior rimorso, una cosa che tornare indietro cambieresti o cercheresti di vivere in maniera del tutto differente? E stavolta voglio la verità"
"Basta che alla fine non mi dici che sono stato un coglione. Perchè so benissimo di esserlo stato e non ho bisogno di una persona che me lo ricordi a distanza di anni!"
E così partì a raccontarmi…
"È un nome che ricordo benissimo: in quel periodo della vita mi perseguitava, avevo conosciuto tantissime ragazze con quel nome. Con alcune ci ero uscito, con altre non sono mai neanche riuscito ad organizzare un incontro. Io e lei ci eravamo visti 3 volte in totale. Non siamo mai andati oltre al bacio perchè era giusto che non andassimo mai oltre al bacio, sia per mancanza di occasioni che per una situazione che non richiedeva andare oltre.
Mi ricordo benissimo il bacio e come avevo fatto ad ottenerlo, soliti stratagemmi che uno cerca di utilizzare nei momenti in cui vorrebbe essere sicuro di ottenere ciò che desidera.
Era stato un bel bacio, me lo ricordo con piacere perchè non avevo richiesto nulla di più a livello fisico che due labbra, due lingue e due necessità, che si incontrassero e iniziassero a conoscersi a vicenda. Era stato un bel bacio che da una parte sarebbe voluto andare avanti nella conoscenza in altre occasioni, mentre dall'altra necessitava un attimo di riflessione, di tempo per mettere in ordine un po' tutto. Era stato però un bacio ampiamente voluto e che entrambi vedevamo come degna conclusione di un qualcosa di lungo e impervio, finito nel primo dei migliore dei modi."
Ovviamente, interrompo un attimo la narrazione, dicendo che tutto ciò che scriverò è vero ma logicamente arricchito da una narrazione adatta al contesto nel quale verrà pubblicata e per rendere il tutto più cinematografico, come piace a me.
Adesso continuo…
"Era stato un bacio che in seguito ho invidiato a tutti coloro che sono venuti dopo, perchè hanno avuto l'opportunità di provare l'ebrezza mille e mille volte, cosa che io non sono riuscito a fare, che coglione.
È un bacio che mi ricordo ancora perchè se avessi saputo che sarebbe stato il primo e l'ultimo, me lo sarei goduto molto di più, lo avrei assaporato come quando provi un nuovo cibo di cui subito ti innamori ma che non potrai più mangiare in altre località del mondo e quindi ne devi approfittare sul momento. Come quando provi un'esperienza che prima d'ora ti era sembrata sempre lontana perchè la possibilità è limitata a quei luoghi del pianeta. Come quando dormi divinamente in un letto che non è il tuo e che ti avrebbe sorretto e cullato solo per quella notte, quindi cerchi di allungare la mattina fino ai limiti del possibile e oltre.
Ho protetto molto di più i ricordi e le mie idee, rispetto alle persone che avrei potuto proteggere e dalle quali avrei avuto sicura protezione."
Interrompo ancora un attimo per dire che questo è il motivo per cui ho deciso di scrivere questa confessione: perchè nella prima parte ho parlato io stesso di protezione e lui ai tempi aveva usato le stesse parole. Alcune parti di quello che aveva detto sicuro non me le ricordo perfettamente, ma questa parte della protezione mi è venuta in mente appena ho accennato il concetto a inizio scritto e ne ho approfittato.
Adesso continuo…
"Spesso hai la storia che viene e che va, quei momenti estivi in cui tutto inizia e tutto finisce e si continua ognuno con la propria esistenza senza che ci siano pensieri di cosa sarebbe potuto essere, perchè sono tutti inutili. Ma cazzo questa volta il pensiero me lo porto dietro da anni, da diversi fidanzati suoi ed è brutto da dire, fidanzate mie. Il pensiero per assurdo non tanto del cosa sarebbe potuto essere, ma del "quanto sono stato idiota, mi ci dovevo buttare e amare quanto non avevo ancora amato in vita mia". Perchè poteva essere un amore di quelli che scoppiano e che hanno tutte le carte in regola per continuare a bruciare. Una di quelle esistenze in cui l'esperienza mia arricchisce te e l'esperienza tua rende più ricco me, così che l'esperienza del singolo arricchisca noi.
Io di esperienze ne ho fatte alcune dopo e anche lei, ma nessuno dei due sa dell'altro. E mentre a lei sicuramente non importa più di me, io sentivo che mi importava sempre più di lei. Che le avrei scritto un papiro ogni due mesi ma non era mai il caso o c'erano altre persone nella sua vita che non si meritavano l'intrusione di un minchione che non era stato capace a suo tempo di fare ciò che andava fatto."
Voglio chiudere con le parole del mio amico perchè mi avevano fatto effetto quando le avevo sentite, non me le aspettavo neanche da uno come lui sinceramente. Ritengo che siano, condite sempre da una narrazione che cerca di abbellire, il finale perfetto per questo scritto che non ha nessuno obiettivo, come la maggior parte delle cose che pubblico io, ma che potrebbe rappresentare per molte persone uno specchio di una situazione che un minimo si fa ancora sentire. Non è sempre detto che si possa provare davvero a vivere, spesso si dovrà convivere con il rimorso, ma è necessario per cercare di averne sempre meno.
Adesso termino…
"Le ragazze ieri ci avevano anche chiesto cosa faremmo se avessimo una bacchetta magica e potessimo compiere solamente una volontà. Forse se devo legare un'azione ad una persona, ed essere sicuro di usare la magia nella maniera migliore possibile, penso chiederei di farmela rincontrare, il desiderio più grande che ho. Anche non con un appuntamento programmato, basterebbe incrociare nuovamente il suo sguardo, scambiare con lei un sorriso e trovarmela di fronte in fila al bar, con la possibilità di sfilarci 10 minuti dai rispettivi gruppi di amici per sentirmi dire 'che cazzo vuoi?!' E poterle rispondere 'questa volta, viverti'."