IL GIOCO

"Amore vieni a casa che è pronto! Saluta gli amici!"
Stavi giocando:
il sorriso che ti disegnava la faccia,
mostrava il ponte senza denti,
compagno della tua tenerezza e innocenza infantile;
le guance rosse per l'agitazione,
coloravano il viso felice,
lo rendevano angelico, pieno;
i capelli arruffati e bagnati,
che sapevano di sudore misto a leggerezza,
di vittoria e di sconfitta, di amicizia;
le ginocchia sbucciate,
che avevano il sapore di estate e cemento,
ma anche loro ridevano con te;
i piedi nudi, senza scarpe,
ricoperti di nero sprezzante del pericolo,
dopo aver calpestato allegria;
mani graffiate dai rovi,
ci era finita dentro la palla,
"tranquilli ragazzi, ci vado io",
la guardi e ghigni, ti avventi tra le spine,
coraggioso cavaliere
combatti con le mille spade dei tuoi avversari,
ma ne esci vincitore,
"non ti lascio senza lottare, gioia".
Rispondi, quindi, alla chiamata della madre
patria...
Vai a nutrire la tua fanciullezza,
per diventare sano futuro,
dopo aver promesso la rivincita a chi c'era,
sai che ci sarà tempo per la rivincita,
c'è sempre tempo per giocare.