FUORILUOGO
A volte mi sento davvero così pirla. CHE FASTIDIO
C'è la memoria che non fa altro che giocarmi brutti scherzi, mi fa dimenticare le cose più importanti, mantenendo solamente quelle più stupide e quelle che mi servono per far ridere il mio pubblico, cioè me stesso.
Che brutto pensare e sapere di essere l'unico pubblico per sé stessi, che brutto, che sbatti e CHE FASTIDIO.
Non ti senti per un cazzo VIVO molto spesso, son più le volte nelle quali ti senti MORTO DENTRO, ma non puoi darlo a vedere, non puoi permetterti di scoprirti, così fragile e allo sbaraglio ma, allo stesso tempo, così forte e determinato a rimanere in bella vista, per il solo scopo di portare avanti lo show, come a dire "NON ME NE FREGA UN CAZZO".
Quando il guardarti intorno significa solo sofferenza, malinconia, pregiudizio, offesa, attacco, gelosia, invidia, lussuria. Quando il guardare le foto non significa che sia lì FERMA A GUARDARE te, anzi. Quando il rivivere i ricordi capisci che non è la soluzione, non puoi pensare a MERYXSEMPRE, o a qualsiasi altro cassetto, che poi uno vale l'altro, ci trovi sempre il calzino spaiato; quando indossi i pantaloni ci trovi sempre il fazzoletto squarciato, non dalla lavatrice...
In assenza della musica del telefono in carica sulla scrivania, ascolti gli U2 sull'iPad, le stesse 15 canzoni più altre aggiunte per un tempo che è tutta la notte, durante la quale fai la cosa più normale del mondo: fare dei bei sogni che si trasformano in incubi solo al suono della sveglia.
Durante il giorno parte la tua esistenza fatta di BUGIE, dove ti crei le tue verità e le tue certezze, dove i pensieri viaggiano a mille all'ora e pensi alle più disparate idee, a volte addirittura PENSAVO DI UCCIDERTI, ma poi mi ricredevo e il pensiero prendeva direzioni diverse.
L'unica cosa positiva è il raro sentirsi FUORILUOGO, come se in qualche modo il mondo ti appartenesse davvero, come se effettivamente ci fosse un posto per tutti, tranne che per quel COGLIONE GALATTICO.
Non avrei mai pensato che potesse esserci gente che avrebbe saputo descrivere i tuoi pensieri all'interno di un intero album, senza cantare nulla, senza mai dire qualcosa di sbagliato, come uno dei migliori oroscopi quando i GEMELLI hanno 5 stelline in ogni campo.
Qua è stata la dea bendata che mi ha accarezzato il viso, che mi ha tolto anche qualche imperfezione già che c'era, che ha cercato di farmi una carezza materna, subito rimandata al mittente, come il bacio della fortuna che è ben voluto solo se dato dal mudo Riquelme sul pallone che ha deciso l'unico e vero SUPERCLASSICO.
Quando ti fai scorrere di fronte tutte le tue scelte, come se fosse un mappamondo, lo fermi con il dito che ti indica la peggiore o forse l'ultima in ordine di tempo, quella più fresca nella mente e quindi la più facilmente reperibile, più semplice che raggiungere l'Eden per un membro PURO SINALOA.
Avresti forse preferito una terra piatta, meno giramento di testa e soprattutto di coglioni, quando tutti intorno a te ci sono CIGNI e tu sei l'amico pirla del brutto anatroccolo.
Questo scritto, come tantissimi altri, lo sto buttando giù in diversi momenti, sentivo che necessitava di diverse versioni di me per essere completato o, per lo meno, per raggiungere uno stato di decenza che spero di aver raggiunto. In questo secondo momento di stesura, sto accompagnando il tutto da un Martini, allungato con la tonica per digerire meglio il super hamburger che mi sono fatto per cena e per dare un sapore ancora migliore a questa nottata calda e afosa.
Non so se in questo momento vorrei essere in un altro posto, forse vorrei essere in piazza, insieme ad altre centinaia di persone con uno dei miei vestiti, come se fosse una FESTA IN MASCHERA. Alla fine ogni serata è diversa dalle altre, gli scopi, gli obiettivi, gli incontri, sono sempre diversi anche se forse fanno tutti parte di una macro categoria, o almeno solitamente. Io quando esco cerco sempre di cacciarmi in qualche situazione divertente, dove la parte esilarante è sempre quando devo trovare il millesimo modo per PARARMI IL CULO. È sempre figo, perchè ogni volta devi inventare delle storie nuove, degli stratagemmi per non fare cadere il castello di sabbia che ti sei costruito con così tanta fatica, ci sta. Poi la cosa ancora più bella è che, finita la storia sentita dalle bocche di altri o frutto della fantasia, MI CI CONVINCO, la faccio mia, farà parte delle mie storie della buonanotte e della buona serata, ogni volta con qualche particolare diverso rispetto alla precedente.
Dico sempre a tutti che prima o poi le prenderò a causa di queste mie cagate che faccio con qualsiasi tipo di persona io abbia a tiro, spesso non riesco a fare differenza tra chi le sa gestire e chi invece potrebbe non vederle di buon occhio, ma è un lavoro che qualcuno deve pur fare, mi offro volontario... chissà se arriverà veramente il momento nel quale dovrò contare le botte prese sul corpo e QUELLE PRESE IN FACCIA.
Il brutto di queste storielle è che nascondono ogni volta qualcosa, si nascondono dietro una burla o una presa in giro, ma C'È SEMPRE DEL VERO CHE DICI SE SCHERZI. Il rischio è sempre dietro l'angolo, bisogna cercare di cogliere ogni gesto che può far propendere verso qualcosa di pericoloso, non lasciare nulla al caso, avere sempre pronto il piano B per non farsi sgamare o per non farsi acciuffare; come quando in spiaggia devi correre a perdifiato perchè ti sei anche solo permesso di tirare pacchi alla più bella e fidanzata del capo del clan rivale: "tu scappa, io TIRO SU UNA NUBE" dicevamo sempre. Eravamo piccoli e ingenui, nube mai tirata su, a salvarti arriva però sempre il bagnino di turno che non aveva voglia di ulteriori grane da gestire.
Il citare la spiaggia mi ha fatto venire ancora più caldo di quello che già mi stava attaccando, stringendo tra la sua morsa, sento le gocce di sudore che mi scendono su tutto il corpo, quel sudore da film, da paura precedente a un fatto che potrebbe mettere fine alle avventure del protagonista, ma poi succede sempre qualcosa che cambia tutti gli addendi, anche il risultato finale, si passa dall'incubo di essere SPARATO IN FACCIA, all'USCIRE DAL BUIO PESTO; io personalmente non so quale delle due stia aspettando di più, o forse sto solo cercando di metabolizzare la più scontata delle opzioni, CHE FASTIDIO.
La situazione forse più pericolosa è quando la pistola è impugnata dall'unica persona che potrebbe tenderti la mano, la stessa che hai invitato ingenuamente e, forse, stupidamente a questo punto, a un valzer di sguardi e impressioni, ma cazzo, IO DENTRO LA MIA TESTA NON TI HO MAI INVITATA, ci sei entrata da sola, senza chiedere permesso e hai messo tutto in soqquadro, sto ancora cercando l'ordine che c'era prima del tuo passaggio, CHE FASTIDIO.
Ho avuto una pausa di 3 canzoni tra quel punto fermo e queste parole in movimento, come se per stasera fosse finita qua, ma a quanto pare no: c'era una vocina che mi spingeva verso il bagno e poi a letto, ma è risaputo che ME NE SBATTO DEI CONSIGLI, anche e soprattutto se arrivano da me stesso, è successo troppe volte, succederà di nuovo, quello che ci rimette sono sempre io, ma c'est la vie. L'unica persona che a volte ascolto, oltre a F, è il mio gatto, non mi dice mai nulla di illuminante, ma riesce quasi sempre a riempire perfettamente i miei silenzi del respiro. Quando poi ci zittiamo entrambi mi piace sentire che FA ANCORA LE FUSA, il suo "grazie, ti voglio bene"; "grazie a te, come sempre" gli rispondo io.
Poi mi viene ancora un nodo allo stomaco, alla gola, dovunque possa venire un nodo, quando ripenso a te per la millesima volta, a te che sei stato la mia infanzia, sei stato la mia vita fino alla fine della tua, che sopra le mie piccole gambe, RIEMPIVI ENTRAMBI I NOSTRI PENSIERI.
Dopo queste riflessioni serve sempre un po' di pausa per riprendere fiato, per riprendere quelle parole, quel filo del discorso che scappa sempre nel momento meno opportuno, per poi ritornare quando ormai non te ne fai nulla. È proprio da infami questo comportamento, ma non puoi farci nulla: come quando sei ai ferri corti con una persona e l'unica cosa che vorresti dirle è "SE PARLI CON ME STAI ZITTO", ma non è abbastanza politically correct e quindi non va bene per i tempi che corrono; così dopo qualche scambio decidi di darle le spalle, ne hai piene le palle, SCENDI LE SCALE e te ne vai volentieri dal posto del tuo, ormai ex, interlocutore.
Non è sicuramente l'unica circostanza dalla quale ci si vorrebbe allontanare senza che ci siano ripercussioni di nessun tipo, ma sfortunatamente non è possibile, per esempio da te VORREI SCAPPARE, CHE SEI BELLA INCASINATA, ma mi sento tirare un filo della maglietta, non posso distanziarmi troppo, se no rischio di rimanere scoperto, non è mai il caso. Come se quella distanza non la si volesse mai per davvero, nonostante io sia il primo a fare di tutto, troppo e male, per ingrandirla sempre di più... È in quel momento che puta madre, TI ACCORGI DI SAPER AMARE SOLO QUANDO TI SPARANO AL CUORE.
Devo trovare una formula per finire anche questa lettura. Il finale è sempre la parte più complessa, non sai mai che tipologia usare, come lasciare il lettore, ti chiedi anche se farne uno bello, ad effetto, ragionato, oppure brutto, senza pensarci troppo; come sempre ci si chiede se il gioco vale la candela, SE VALE LA PENA PER DAVVERO, IO NON SO, non riesco mai a saperlo... Si prova magari a prendere spunto dal passato o da qualche opera mai pubblicata, mai finita, mai ordinata; provi a chiedere al cervello se ha in mente qualcosa di interessante, ma poi ti accorgi che tutte ste robe ti vengono dal cuore, con un pizzico di malizia ovvio, ma non posso prendere spunto dal passato, IL MIO CUORE NON HA PRECEDENTI.
Questo album è stato una bomba cazzo, era da tempo che aspettavo canzoni di questo calibro, che non fossero la solita finzione da cinema, da casa discografica, le solite stronzate moderne. Finalmente qualcosa di vero, frasi che puoi pensare nella tua camera, che puoi dire al tuo amico mentre scendi verso la macchina dopo una solita giornata senza risultati in università; concetti che puoi toccare con mano perchè ti sono appartenuti e ti appartengono e nessuno, meglio di ERNIA, poteva fare questo lavoro così egregiamente, grazie.
Non mi servirà sicuramente PER UCCIDERE IL MIO MOSTRO, ma questa compilation mi è stata davvero utile, mi è servita per ascoltare di nuovo un intero CD diverse volte di seguito, mi è servita per tornare ad aspettare un concerto, per scambiare pareri e per dire, se già non si fosse capito, che sono tutti dei coglioni galattici.
Bene, è giunta l'ora di finirla, sto iniziando a credere che FORSE NON SONO ADATTO A QUEST'ERA, si è fatta una certa, fa FRIO, guardo a nord est... e chiudo gli occhi.