DAGLI ALTRI

23.02.2020

Credo che la cosa più bella sia addormentarsi e svegliarsi con il suo profumo sul cuscino.
Mentre credo che la cosa peggiore sia addormentarsi e svegliarsi con il profumo della sua assenza.
In alcuni momenti è brutto sia lo svegliarsi che l'addormentarsi, porta con sé troppe situazioni che ti fanno rimanere lì, nel dormiveglia, con gli occhi che da dietro le palpebre cercano di fissare il vuoto, ancora più buio se non si ha nulla di concreto da osservare.
Si cerca di dare un significato a tutto, quando il senso lo si ha trovato da tempo, ma è dallo stesso tempo che lo si cerca di evitare o di ingigantire. Si cerca in ogni angolo di occhio chiuso qualche spiegazione migliore, che possa portare a conclusioni valide.
Quando poi si aprono gli occhi, le luci che si hanno intorno sono troppo diverse nei due momenti. La notte ti avvolge scura, tagliente come la lama di un coltello pronto a trafiggerti per tutto il tempo del sonno, ma in fondo non è così cattiva, ti offre sempre l'opportunità di pensare a tutt'altro, di farti lungometraggi che hanno come protagonisti coloro ai quali dedichi poco tempo nei periodi di pensiero razionale e cosciente. La mattina ti ammaglia con la sua luce debole, filtrata da finestre chiuse e porte socchiuse, ma capace di fare molto più paura del buio, non puoi sperare che il tempo passi veloce come in una dormita, non puoi sperare che gli accadimenti ti modifichino i sogni facendoti immaginare qualcosa di positivo: sei tu con lei, i tuoi demoni e l'unica forza che potrebbe distruggerli.
Aprendo l'armadio, dopo la colazione, scegli la corazza più congeniale in base al tipo di giornata che ti aspetta. Sarà la tua unica protezione per tutte le ore successive. È molto divertente indossarne di diverse, come è bello vedere che un flebile sguardo, un timido sorriso, una risata innocente, le fanno crollare ai suoi piedi, senza che tu possa dire nulla. Crollare perché nulla è rivolto a te, non più.
"Non andare, resta qui", mi sta dicendo la canzone che iTunes ha scelto per me in questo momento. Cos'hai fatto per riuscire a dire questa frase, ne saresti in grado, riusciresti a dirla prima di andare a letto o prima di sederti sul materasso pensieroso dopo il suono della sveglia?
I momenti più rilassanti della giornata sono quelli accompagnati dalla bici, il vento che ti soffia in faccia, che ti asciuga il naso che ti saresti dovuto soffiare, ti butta addosso tutta la consapevolezza che in fondo hai nei tuoi mezzi, nell'essere la cosa migliore per tutti, nonostante i difetti, cosi fighi, siano più dei nient'altro che simpatici pregi.
Sono due i corpi celesti che ti accompagnano in questi momenti, uno che finisce per scaldarti, per darti protezione; l'altro che non fa che farti sudare e capire che può essere molto più severo della sua amica notturna. La luna che ti accompagna con la sua luce

stavo per scrivere mamma, ma l'ho già usato in un altro scritto, non so che cazzo scrivere, che schifo, tutto.
Di questo post avevo in mente solamente le due frasi iniziali e quella finale, puntavo molto su di loro, pensavo che mi avrebbero dato la carica per scrivere qualcosa di più he valido, ma dopo aver riletto tutto quello che c'è qua sopra penso che non si meritino di fare parte di questa roba. Ero abbastanza carico, come sempre da qualche giorno quando si tratta di scrivere, ma al contempo non so mai cosa imprimere su carta, così finisce tutto in un nulla di fatto, senza senso, senza contenuto, vuoto. Il vuoto che ti accompagna quando vedi un film dove ci sono consigli che non puoi seguire. Il vuoto che provano gli scaffali nei supermercati, vuoto di paura, di malattia, di esagerazione, di moda, di agitazione...
La chiudo qua che è meglio, in un'altra circostanza forse non avrei pubblicato nulla, ma ne sentivo il bisogno, in attesa di qualcosa che dovrà essere a tutti i costi perfetto. Nel frattempo aspetto ancora il momento più ispirante e finisco nella miglior maniera possibile che ho ora a mia disposizione.
Ti volevo soltanto dire che la scelta peggiore è quella che mi ha portato a poterti guardare solamente dagli occhi degli altri e sentire il bisogno di essere le retine di tutte quelle persone.

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